Viaggio sul trenino del Bernina Express, St. Moritz, Livigno e Glorenza

Un Commento 20 luglio 2009
Categoria: Beni culturali, Italia, Località Montane, Viaggi

BERNINA EXPRESS ST. MORITZ, LIVIGNO E GLORENZA

11 e 12 luglio 09

Un weekend immersi nella natura

Bernina Express St. Moritz Livigno e Glorenza

ECCO IL NOSTRO PROGRAMMA

1° GIORNO
partenza in pullman Gran Turismo alle ore 6,00 da Saletto.
Arrivo del gruppo a Tirano. Visita della Basilica dedicata alla Madonna.
Viaggio con il Bernina Express, il trenino delle nevi, che conduce da Tirano a St. Moritz, attraverso il gruppo del Bernina, toccando quota 2250 metri s.l.m.
Arrivo a St. Moritz e passeggiata nella famosa località svizzera. Trasferimento a Livigno.

2°GIORNO

Mattinata a disposizione per visite individuali di Livigno e shopping nel territorio extradoganale.
Pranzo in ristorante, partenza e sosta a Glorenza, città murata della val Venosta.

Partiti con la solita nostra puntualità, dopo una sosta in autogrill, usciamo dall’autostrada poco dopo Brescia e iniziamo a percorrere la Val Camonica, costeggiando il lago d’Iseo.  Dopo Edolo, percorrendo una stradina tutta curve e tornanti, superiamo il passo Aprica. Ridiscesi a valle, arriviamo verso le 10,30 a Tirano, cittadina situata a 450 metri di altitudine che dista  meno di 1 chilometro dal confine svizzero di Piattamala e 60 chilometri da St. Moritz. Scendiamo dal pullman per visitare la Basilica della Madonna di Tirano, il più bell’esempio del Rinascimento in Valtellina, eretta dove la Vergine apparve il 29 settembre 1504 al Beato Mario Omodei, benedicendo la popolazione e chiedendogli di edificare un tempio in suo onore. Egli fu quindi il primo promotore della costruzione del Santuario, iniziata il 25 marzo (giorno dell’Annunciazione di Maria Vergine) del 1505 e terminata nella sua parte esteriore nel 1513.

Santuario della Madonna di Tirano

Basilica della Madonna di Tirano

La facciata ci colpisce per la sua è imponenza e armonia. E’ infatti un esempio dell’architettura rinascimentale, pulita, elegante. Lo splendido portale marmoreo è di Alessandro Della Scala, artista di Carona sul lago di Lugano.
Il disegno cosmatesco sulla facciata della Basilica della Madonna di Tirano è il simbolo  che veniva  usato dai fratelli Cosmati, lapicidi operanti tra il XII e il XIII sec. in alcune chiese più importanti del centro e sud Italia (ad es. S. Miniato FI e a S. Maria in Trastevere). Indica il labirinto della vita; forse ha valenza esoterica.

Il campanile è alto e maestoso, in stile lombardo con un piano a bifore e quattro a trifore.
La pianta è a croce latina dalla quale si levano il coro con l’abside e le tre navate, divise in altrettante campate dalle volte a crociera, l’ultima delle quali alta a formare il transetto, al cui centro si apre la cupola.

Appena entrati si può scorgere la Cappella dell’Apparizione in cui è conservato un gruppo ligneo raffigurante la Vergine; la cappella dell’Apparizione è il cuore del santuario. E’ la sola parte sporgente dal perimetro dell’edificio rinascimentale ad indicare, già all’esterno, il ‘luogo santo e benedetto’.
Il vano dietro l’altare è chiamato ‘scurolo’, l’angolo più appartato di tutto il tempio. ‘Ubi steterunt pedes Mariae’: la scritta ‘dove si posarono i piedi di Maria’ indica il luogo esatto dell’Apparizione, luogo che favorisce il raccoglimento e permette al fedele di entrare in personale contatto con la Madonna lì apparsa.

Di pregevole fattura è l’organo, composto da 2200 canne in stagno, alto quasi 14.50 mt. è sorretto da otto colonnine di marmo rosaceo, ancora funzionante grazie anche ai molteplici interventi di restauro cui è stato sottoposto nel corso degli anni. E’ di pregevole fattura, realizzato tra il 1608 e il 1617 dal bresciano Giuseppe Bulgarini. La sua particolarità è l’aspetto davvero monumentale che esso ha, in quanto esso poggia su otto grandi colonne di marmo rosso. Purtroppo in questo momento è in atto un restauro, perciò l’organo nella parte superiore è coperto. Peccato, comunque questo santuario meritava di essere visto!

Pranzo in ristorante con menù tipico della Valtellina presso il ristorante “Ai portici”: Bresaola Carpacciata

  • Bis di: Risotto allo sforzato ( vino tipico della zona) e gnocchi di saraceno alla Valtellinese
  • Arrosto ai Funghi
  • Patate al forno
  • Verdure al burro
  • Dessert

Trenino del Bernina Express

Devo dire che era tutto squisito e che il servizio è stato buono e soprattutto veloce. Noi infatti siamo usciti dal ristorante puntuali per prendere il treno delle 13,38 per Saint Moritz. La stazione era a 100 metri, completate le formalità (ho fatto il biglietto cumulativo) ci hanno fatto entrare senza nemmeno controllare i documenti, eppure la stazione del Bernina Express è controllata dalla polizia svizzera.

Ci sistemiamo nella carrozza del treno riservata a noi e poi, partenza con il Bernina Express alla volta di St. Moritz! Il treno effettua un viaggio mozzafiato su pendenze del 70 per mille (senza cremagliera) sino ad un’altitudine di 2253 m s.l.m., cosa unica in Europa. Dopo pochi chilometri troviamo subito una meraviglia: il viadotto di Brusio, una rampa elicoidale all’aperto. Oltrepassata Poschiavo, capoluogo dell’omonima valle con il suo stupendo laghetto, il treno raggiunge Alp Grùn, eccezionale punto panoramico.

Panorama dal treno con lago di Poschiavo sullo sfondo

Panorama dal treno con lago di Poschiavo sullo sfondo

Superato il valico a quota 2253 m s.l.m., presso Montebello si offre  la spendida vista sul ghiacciaio del Monteratsch e sul gruppo del Bernina, che s’innalza  con i suoi quattromila metri.
Il viaggio è stato super mega!
Uno spettacolo a trecentosessanta gradi fra pascoli, boschi, torrenti, laghetti, rocce, neve e ghiaccio!!!

Il ghiacciao visto dal treno

Il ghiacciao visto dal treno

Arrivati a St. Moritz, dopo 2 ore di viaggio, scendiamo un po’ a malincuore dal treno per una  passeggiata nella famosa cittadina svizzera; è una delle località turistiche più famose del mondo. Eleganza ed esclusività in un’atmosfera cosmopolita caratterizzano questa cittadina situata a 1856 m s.l.m. al centro del magnifico paesaggio dei laghi engadinesi.
Devo dire che personalmente tutto questo lusso e questa esclusività non mi hanno colpito, ma mi hanno incantato il panorama, il lago e i fiori coltivati nelle aiuole degli hotel!

Il lago di Saint Moritz

Il lago di Saint Moritz

Verso le 18,00 partiamo con destinazione Livigno ed il percorso è davvero incantevole, poiché ci riportiamo a quota 2000 e attorno a noi vi sono solamente catene innevate, pascoli e tante mucche: una zona naturale, un ambiente poco antropizzato che raramente ci capita di osservare.
Arrivati all’hotel Alexander, ci sistemiamo e ci diamo appuntamento per la cena.

Ecco il nostro ricco menù: cena a buffet

  • Antipasto valtellinese della casa
  • Primi: gnocchetti alla Bormina, tagliatelle ai funghi, zuppa di verdure
  • Secondi: arrosto di tacchino alle mele golden e brasato al vino sforzato
  • Contorni: fagiolini al vapore, patate novelle e insalata mista
  • Dolce: macedonia di frutta !!!

Aiuola a Saint Moritz

Dopocena propongo una passeggiata, almeno per digerire e raggiungiamo il centro costeggiando in parte il corso di un torrente, lo Spol.

La mattinata della domenica è a disposizione per visite individuali di Livigno e shopping nel territorio extradoganale.

L’abitato consiste in un lungo serpentone di abitazioni, piccole e caratteristiche costruite in petra e legno (le bait) Ovunque, ma con maggiore concentrazione nel centro del paese si trovano negozi di tutti i generi: questo è dovuto al fatto che Livigno, oltre ad essere una rinomata località turistica meta di sportivi appassionati dello sci e della montagna, è anche una zona extradoganale dove è possibile acquistare prodotti di vario genere senza l’IVA.

Torrente in alta quota

Io propongo di fare, in alternativa allo shopping, una passeggiata rilassante in mezzo alla natura, dato che siamo ad una quota di 1800 metri. In molti iniziamo un percorso di circa 8 Km., facile senza dislivelli. Si parte dal “Pont da Bond”, seguendo le indicazioni verso “Ponte delle capre”, si percorre una pista pedonabile/ciclabile.

Si segue il torrente Spöl (affluente dell’Inn e del Danubio) accompagnati dal suono dell’acqua. Dopo poco il torrente si immette nel lago di Livigno che iniziamo a costeggiare. Sulla nostra destra si erge un fitto bosco di larici. Notiamo fiori, soprattutto azalee e rododendri. La camminata è piacevole e rilassante.
gregge al pascolo

Al termine del bosco c’è il “Ponte delle capre” e da qui inizia anche il Parco Nazionale dello Stelvio.
Neanche a dirlo, incontriamo un bel gregge! Oltrepassato un ponticello scorgiamo un posto di ristoro; sono le 10,30 e qui stanno già cuocendo la polenta “concia” o condita (farina bianca, gialla e formaggio e burro a volontà!) in un bel paiolo di rame. Purtroppo non possiamo fermarci: è ora di ritornare verso il centro di Livigno.

In compenso ci attende il personale del nostro albergo con un menù a buffet di tutto rispetto:

  • Antipasto: bresaola carpacciata
  • Primi: Pizzoccheri di Livigno, fusilli alla montanara (con speck e porcini)
  • Secondi: Salmì di cervo con polenta taragna, scaloppe di vitello ai funghi
  • Verdure miste crude e cotte
  • Dolce: Strudel e mousse al limone

Ci vorrebbe una camminata per smaltire il tutto, ma è ora di partire per Glorenza pittoresco borgo della val Venosta stretto dalla cinta muraria del 1580.

La strada per raggiungere la nostra meta corre al confine tra Italia e Svizzera, percorriamo anche il Tunnel del Gallo, per il cui transito dobbiamo pagare agli Svizzeri ben 50 euro!
La strada è ovviamente panoramica e dolcemente scendiamo a quota 800 metri.

Glorenza Via dei Portici

Glorenza Via dei Portici

A Glorenza incontriamo la nostra guida che ci fa apprezzare le bellezze architettoniche del centro: mura con camminamento di ronda e torrioni, abitazioni tipiche con mura spesse e finestrelle strombate.

Glorenza è un piccolo paese, che in passato è stato creato come centro di traffici e commerci, soprattutto del sale che dall’Austria transitava diretto in Italia, in particolare a Venezia e da lì provenivano stoffe pregiate, quali le sete e le spezie che Venezia comperava ad Oriente. Grazie al commercio, Glorenza si è trasformata in città e si è arricchita.

Glorenza camminamento attorno alle mura

Glorenza camminamento attorno alle mura

Il nostro viaggio è arrivato al termine, passando per Merano e Bolzano, rientriamo contenti e soddisfatti: abbiamo trascorso due splendidi giorni immersi nella natura e nell’atmosfera di armonia che ormai ci contraddistingue.

Alla prossima!

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