VIAGGIO IN ABRUZZO
Dal 30 Maggio al 02 Giugno 2009

Dopo il terremoto del 6 aprile, mentre provavo sentimenti di solidarietà al dramma e alla disperazione degli aquilani e di tutto il popolo abruzzese, pensavo al viaggio che di lì a poco avevo programmato di fare proprio in quella regione. Nella mia testa si alternavano momenti in cui il dispiacere e la delusione avevano il sopravvento, ad altri in cui volevo essere fiduciosa che la situazione si sarebbe almeno normalizzata; temevo di andare in una terra in cui avremmo potuto intralciare i lavori della protezione civile o infastidire la popolazione, ma sapevo anche che, comunque, chi resta ha bisogno di guardare al futuro e di ricominciare a vivere… alla fine mi sono decisa: ho proposto al mio gruppo di intraprendere questo viaggio, ovviamente rimaneggiando il programma che comprendeva inizialmente anche la visita alla città de L’Aquila.
Così la mattina del 30 maggio siamo partiti verso l’Abruzzo.
Ecco il nostro nuovo programma:
1° giorno: Partenza da Saletto alle ore 6,00. Arrivo a Teramo. Pranzo in ristorante. Incontro con la guida e visita della città: la Cattedrale del 1158, il Teatro Romano costruito durante l’Impero dell’Imperatore Adriano nel II sec. d.C., ancora oggi utilizzato per manifestazioni culturali; resti dell’anfiteatro romano, l’elegante Corso De Michetti. In serata trasferimento in hotel situato sulla costa ad Alba Adriatica.

Fontana dei Leoni Teramo
2° giorno: partenza per Prati di Tivo. Lungo il percorso sosta al suggestivo paesino di Pietracamela. Il paesino sorge alle falde del Gran Sasso: è un comune di 300 abitanti in provincia di Teramo e fa parte della Comunità montana Gran Sasso e del Club dei Borghi più belli d’Italia. A seguire arrivo a Prati di Tivo a 1450 m sul livello del mare sovrastata dalle pareti orientali delle due cime più alte della catena del Gran Sasso: il Corno Grande (2.912 m.) e il Corno Piccolo (2.655 m.). Tra le due vette si annida il ghiacciaio del Calderone (quasi completamente scomparso), l’unico degli Appennini ed il più meridionale d’Europa.
Pranzo in ristorante.
Partenza per Civitella del Tronto. Visita della Fortezza Borbonica, ultimo baluardo borbonico. La Fortezza è un suggestivo complesso, eretto attorno all’anno mille e più volte ricostruito, conserva oggi, quasi intatte, le mura esterne e parte degli ambienti originari. E’ un esempio di alta ingegneria militare. Nel suo interno si potrà ammirare il museo delle armi. A seguire si passerà per il caratteristico paesino di Civitella e si attraverserà la famosa “ruetta” la via più stretta d’Italia.

Panorama dalla fortezza di Civitella
3° giorno escursione di un’intera giornata al parco nazionale d’Abruzzo, forse l’ angolo più suggestivo di tutta la regione.
Partenza per Sulmona, città che diede i natali a Ovidio, il poeta dell’ amore. Visita del centro storico: la cattedrale con aspetto medievale, sorta prima del 1000 e restaurata tra il 1078 e il 1119; la trecentesca Porta di Napoli, l’acquedotto medievale.

Fontana a Scanno
Proseguimento per Scanno, percorrendo una strada che attraversa le meravigliose Gole del Sagittario, una natura incontaminata ci condurrà fino al lago di San Domenico prima, e poi a quello di Scanno. Superando il lago, scorgeremo uno dei borghi più belli d’Italia: Scanno, paese di poco più di 2.000 anime, ma molto caratteristico.
Giro del centro storico del paese, osserveremo la Chiesa di Santa Maria della Valle, gli angoli ed i vicoli che hanno attratto l’ obiettivo di tanti fotografi, anche famosi come Cartier-Bresson. Visita del centro storico ricco di botteghe artigiane famose per la lavorazione dei pellami, del tombolo e dell’oro e dei costumi tipici dei suoi abitanti. Pranzo in ristorante
Proseguimento per la splendida Civitella Alfedena, dove si possono ammirare alcuni esemplari del lupo appenninico che vivono allo stato libero in una zona protetta del Museo del Lupo Appenninico. Visita del paese e dell’area faunistica. Cena e pernottamento.
4° giorno: Incontro con la guida e partenza per Manoppello. Visita del santuario del Volto Santo. Da quattro secoli il Santuario del Volto Santo è meta di pellegrini provenienti dall’Italia e da altre parti del mondo. Come tutti i Santuari anche questo è “luogo di conversioni, di riconciliazione con Dio e oasi di pace” (Giovanni Paolo II), “stazione e clinica dello spirito” (Paolo VI). A seguire visita di Atri cittadina in posizione panoramica con vista sulla Majella e sul mare. Visita dei monumenti principali (Cattedrale, Museo Capitolare con Chiostro duecentesco, cisterna romana) e della Villa Comunale.
Oltre al centro vedremo anche i celebri “Calanchi di Atri”, maestose e spettacolari architetture naturali di argilla note anche con il nome di “bolge” o “scrimoni”, che sono originati dalla millenaria erosione del terreno.

Affresco cattedrale di Atri
Partiti puntuali, come sempre, siamo arrivati a Teramo per le 12,00, avendo effettuato un paio di soste in autogrill. Il viaggio era stato piacevole, soprattutto da quando avevamo iniziato a costeggiare il mare e dall’altra parte si era aperto il paesaggio collinare marchigiano.
Dopo aver pranzato al ristorante “Antico Cantinone” in centro a Teramo, dove abbiamo gustato piatti tipici, (come gli spaghetti alla chitarra con sugo rosso e piccole polpettine di carne o la pinza dolce), abbiamo incontrato la nostra guida, Loredana Eusanio.
Loredana è una giovane signora aquilana, madre di due ragazzi, che al momento del terremoto, abitava vicino al paese di Onna, pertanto in quel momento viveva in roulotte nel giardino di casa, in attesa di poter effettuare i lavori di restauro necessari. La sua testimonianza ci ha ammutoliti, ma abbiamo anche provato un po’ di orgoglio quando Loredana ci ha ringraziato e si è complimentata con noi che, a differenza di molti altri gruppi che dopo il sisma hanno disdetto il tour previsto, abbiamo mantenuto gli impegni presi ed eravamo lì.
Devo dire che siamo stati molto fortunati: Loredana si è rivelata non solo una guida preparata ed esperta, ma si è dedicata a noi con grande passione, in modo totale per tutto il tempo in cui siamo rimasti in Abruzzo, dalla mattina alla sera, non risparmiandosi nemmeno durante gli spostamenti in pullman.
Visitando l’Abruzzo abbiamo visto tante cose e abbiamo provato intense emozioni, che sarebbe troppo lungo da raccontare, tra tutti alcuni ricordi hanno il sopravvento e voglio provare a comunicarli.

Cattedrale di Teramo
A Teramo abbiamo passeggiato per le vie del centro storico, non sembrava di essere in una città di Provincia, piuttosto in un tranquillo borgo antico con resti romani (teatro e anfiteatro) e medievali. Mi ricordo soprattutto la possente cattedrale con due facciate d’accesso: una ad ovest ed una ad est. Quest’ultima è la principale con portale in marmo con l’archivolto a tutto sesto sormontato dal timpano a cuspide ornato da statue in edicole, con al centro del timpano un rosone. Sopra a due colonnine poste ai lati del portale e che poggiano su due leoni stilofori, le statue dell’Arcangelo Gabriele e dell’Annunziata, opera di Nicola Da Guardiagrele, noto artista abruzzese. Antistante l’accesso vi è una scalinata adornata da altri leoni stilofori. La facciata si conclude con il tipico coronamento rettilineo delle chiese abruzzesi arricchito da merli ghibellini, segno del potere temporale del vescovo di Teramo.
Ma ciò che stupisce e caratterizza questa cattedrale è il Paliotto di Nicola da Guardiagrele situato alla base dell’altare maggiore, il capolavoro dell’oreficeria abruzzese. L’opera in argento è stata realizzata nei primi decenni del 1400, si compone di 35 formelle che finemente incise e sbalzate ricordano episodi della vita di Cristo: una meraviglia, sorprendente!!
Altra opera di grandissimo valore è il polittico del pittore veneziano Jacobello del Fiore, realizzato verso la fine del 1300.

Il paliotto dell'altare maggiore
Il secondo giorno non siamo passati da Pietracamela, come avremmo dovuto, poiché inserita nella zona rossa e quindi inagibile, perciò Loredana ci ha proposto di fermarci al santuario di San Gabriele. La chiesa antica era chiusa per cautela, mentre abbiamo visitato il santuario moderno che protende le braccia ai quattro punti cardinali e nella sezione richiama la sagoma di una nave, simbolo della chiesa in cammino. Si tratta di uno dei santuari più visitati della regione, dato che il culto di San Gabriele si va diffondendo molto tra i giovani che qui vengono anche per la cerimonia della benedizione della penna poco prima di sostenere la prova d’esame di maturità.
Abbiamo poi iniziato a percorrere una strada panoramica, con diversi tornanti fino a raggiungere a quota 1450 m. la località Prati di Tivo in vista delle due cime del Gran Sasso. Una visione stupenda si è aperta ai nostri occhi: abbiamo fatto una passeggiata tra peonie e orchidee selvatiche, osservando le vette innevate e parte del Calderone.

Flora montana a Prati di Tivo

Il Corno Grande - Grand Sasso
Appena il tempo per raggiungere il ristorante “Gran Sasso 3” ed ha iniziato a piovere. Purtroppo la pioggia da quel momento non ci ha più abbandonato, tranne per qualche breve periodo, e questo è stato l’unico aspetto “negativo” del nostro viaggio.
Ci siamo abbondantemente rifocillati a base di
- antipasto locale (pecorino fritto, pecorino, bruschetta con ventricina, frittatina)
- Tagliatelle ai funghi
- Agnello al forno con patate;
- Dolce della casa
N.B. la ventricina è un salume un po’ piccante che si spalma
Consiglio a tutti di andare a visitare anche la Fortezza borbonica di Civitella del Tronto, noi ci siamo andati nel pomeriggio. È un’ingegnosa opera militare che vi riporta ai tempi dello sbarco dei Mille e della nascita dello Stato Italiano. Fra l’altro nel borgo molto pittoresco di Civitella vive uno storico locale eccezionale che ci ha fatto da guida, trasmettendo le sue conoscenze con grande passione.

Interno della fortezza di Civitella
Il terzo giorno lo abbiamo trascorso tra Sulmona e Scanno, per arrivarci abbiamo percorso una strada indimenticabile, suggestiva.
Mi riferisco in particolar modo al tratto denominato “Le gole del Saggittario” una stradina che costeggia la stretta vallata scavata dal fiume omonimo tra le rocce dell’Appennino.
Sulmona è una delle più belle cittadine della provincia de L’Aquila, con il suo acquedotto medievale, la cattedrale dedicata a San Panfilio, la chiesa dell’Annunziata con il palazzo di stile rinascimentale e barocco, la chiesa di san Francesco della Scarpa del duecento, ed i suoi negozi di confetti che espongono composizioni multiformi di confetti : un’esplosione di colori!

Cattedra del vescovo nella cripta della cattedrale di Sulmona
Scanno caratteristico borgo collocato ai margini del Parco Nazionale d’Abruzzo posto su una pendio ai cui piedi si trova un lago naturale dall’acqua verde smeraldo. Le vie di Scanno sono state, giustamente fotografate dai più grandi artisti e tra le case strette e alte addossate le une alle altre, alcune con portali in pietra antichi, non è raro imbattersi in qualche vecchietta ultracentenaria in abbigliamento tipico. Anche noi è capitato!

Signora anziana in tipico costume a Scanno
PRANZO A SCANNO: “RISTORANTE DEL LAGO” MENU’
- Antipasto della casa
- Chitarra al ragù
- Cosciotto di maiale al forno con patate
- Torta alle mele
Anche qui abbiamo pranzato bene con un’incantevole vista sul lago!
Il nostro percorso doveva proseguire nel parco Nazionale, ma la pioggia non cessava, perciò Loredana mi ha proposto di cambiare programma e siamo ripartiti alla volta di Bominaco, spingendoci molto vicino alla zona colpita dal terremoto.
Dopo aver fatto pochi passi in salita ci siamo trovati davanti all’oratorio di San Pellegrino, Loredana ci ha fatti entrare al buio e, solo quando c’eravamo tutti, ha acceso le luci: un incanto si è mostrato ai nostri occhi, abbagliati da pareti ricoperte da affreschi dai colori molto vivaci. Furono realizzati da autori anonimi, i maestri pare fossero almeno tre, 70 anni prima che Giotto realizzasse gli affreschi della cappella Scrovegni !!!
Il maestro dell’infanzia e quello della Passione hanno dipinto scene della vita di Gesù, mentre il Miniaturista ha realizzato il celebre calendario con indicazioni liturgiche, raffigurazione dei mesi, degli influssi lunari.

Abside chiesa di bominaco
Il complesso abbaziale di Bominaco comprende anche la chiesetta dedicata a Santa Maria Assunta, costruita intorno all’anno Mille e rifinita splendidamente tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo. Al suo interno vi sono autentici capolavori dell’arte e della scultura abruzzesi, in particolare il cero pasquale, il ciborio e l’ambone elegantemente realizzati e scolpiti in pietra. Il cambiamento di programma è stato senza dubbio strepitoso e vantaggioso!

Ambone nella chiesa di Bominaco
Purtroppo eravamo arrivati all’ultimo giorno di permanenza in Abruzzo. Di buon mattino, caricate le valigie, siamo partiti per Manoppello. Lì sorge il santuario del Volto Santo. Da quattro secoli il Santuario del Volto Santo è meta di pellegrini provenienti dall’Italia e da altre parti del mondo. Un frate ci ha accolti ed ha spiegato la storia del drappo che non è stato dipinto, eppure raffigura da entrambi i lati un volto di uomo che assomiglia molto a quello della Santa Sindone. Ognuno può pensare ciò che vuole, ma vi assicuro che quando quegli occhi profondi si sono incrociati con i miei mi sono sentita percorrere da una forte emozione e mi sono venuti i brividi! Mi sono piaciute le parole del frate che ha detto che l’importante è che, tornando a casa, portiamo quello sguardo nel cuore e cerchiamo di diffonderlo agli altri.
Il nostro percorso si è concluso ad Atri, cittadina in posizione panoramica con vista sulla Majella e sul mare. Celebri i “Calanchi di Atri“, maestose e spettacolari architetture naturali di argilla note anche con il nome di “bolge” o “scrimoni”, che sono originati dalla millenaria erosione del terreno. Purtroppo non abbiamo goduto del panorama poiché al nostro arrivo c’era addirittura la nebbia! In compenso abbiamo visitato il centro storico e i suoi monumenti principali, in particolare la Cattedrale medievale. E’ una delle pochissime chiese al mondo ad avere una Porta Santa, è considerata una delle chiese più belle dell’Italia centro-meridionale, ed è anche soprannominata la “Cappella Sistina d’Abruzzo” per il celebre ciclo di affreschi rinascimentali di Andrea Delitio (il ciclo pittorico più importante della regione) che decora la zona absidale.
Ancora una volta siamo rimasti piacevolmente colpiti dalle bellezze di questa terra.

Facciata Duomo Atri
- Pizzondelle Fritte Farcite
- Risotto allo Speck e Zucchine
- Involtini Primaverili (farciti con melanzane, carote, formaggio, prosciutto cotto ecc..)
- Funghi Trifolati
- Fragole al Fiordilatte
Nel primo pomeriggio siamo partiti per il viaggio di ritorno: è stata una bella avventura, all’insegna del buon umore, dell’amicizia e ancora una volta le nostre attese in ambito culturale e artistico sono state pienamente soddisfatte. Alla prossima!
