
Il primo giorno arriviamo a Cernobbio alle 10,00 ed incontriamo Paola dell’Associazione imagolario. Ci diregiamo verso Villa Pizzo, ma, pur avendo più volte preso contatti con la proprietaria e pur avendo confermato la visita, arrivati con la nostra solita puntualità davanti al cancello, nessuno ci apre. Dopo aver provato a contattare la proprietaria telefonicamente e aver suonato ripetutamente, ci decidiamo a desistere e a cambiare programma. Non trovo sia corretto comportarsi in questo modo!
Per fortuna la guida ci propone un cambiamento, addirittura a suo dire vantaggioso, ed facciamo un’incantevole passeggiata lungo lago osservando tante ville d’epoca, alcune trasformate in hotel, come la splendida Villa d’Este, hotel di super lusso con tanto di piscina galleggiante sul lago!
Cernobbio è, a ragione, un luogo di villeggiatura rinomato, luogo ameno e tranquillo.
Arrivati a Como, continuiamo la passeggiata lungolago, per visitare Villa Olmo, acquisita nel 1924 dal Comune di Como, che vi ha ospitato, negli anni, l’Esposizione Internazionale per il centenario della morte di Alessandro Volta, numerosi congressi, spettacoli, mostre d’arte.
La villa, nata come soggiorno suburbano della famiglia di Plinio Odescalchi verso la fine del 1700, ebbe ospiti illustri, quali Napoleone e l’imperatore d’Austria Ferdinando I. Nel 1800 furono abbattuti i corpi laterali e fu modificato l’ingresso, con lo sfondamento del soffitto che da allora si eleva di ben tre piani: l’effetto scenico è grandioso! Noi siamo entrati e abbiamo potuto constatarlo.
Il corpo centrale della villa è elegante, grandioso, in puro stile neoclassico; il giardino all’italiana, curato e ben disegnato occupa il posto dell’originario boschetto di olmi che lì cresceva.
Arrivata l’ora del pranzo ci dirigiamo all’Osteria l’angolo del silenzio dove gustiamo piatti tipici di buona qualità.
Nel pomeriggio proseguiamo la nostra visita guidata della città. Como offre al visitatore tante opere d’arte, testimonianza della sua storia.

La visita è interessante, anche se siamo stati colti da un temporale che non accenna a passare. In particolare ci sono tre chiese che meritano una visita attenta: la cattedrale, la chiesa di Sant’Abbondio e quella di San Fedele.
Il duomo, costruito in marmo grigiastro a partire dal 1396 e la cui costruzione durò quattrocento anni, è in stile gotico- rinascimentale e barocco. I lavori per la costruzione terminarono nel 1770, con l’elevazione della cupola, opera di Filippo Juvara.
La facciata, in stile gotico, è suddivisa verticalmente da 4 lesene, decorate da serie di sculture, che suddividono una zona centrale e due laterali; la prima presenta il portale d’ingresso, un rosone ed ai suoi lati due finestre dalla forma allungata, le parti laterali presentano ciascuna una porta d’ingresso ed una bifora posta al di sopra.
L’interno, atre navate, suddivise da pilastri con archi ogivali e volte a crociera, conserva varie opere d’arte, fra cui nove arazzi del tardo 1500 e il monumentale altare ligneo dedicato a Sant’Abbondio del XVI secolo e gli arazzi del XVI-XVII secolo.
Accanto alla cattedrale troviamo il Broletto, edificio con facciata gotica a fasce marmoree bianche, grigie e rosse, fiancheggiato dalla torre civica a bugnato, eretto nel 1215 dal podestà e modificato in forme gotico-rinascimentale nel 1477.
L’edificio oggi visibile è quello che resta, dopo diverse mutilazioni e restauri, di un palazzo a corte un tempo sede del Palazzo Comunale.

Basilica San Fedele Facciata e Abside
La chiesa di San Fedele fu costruita intorno al 1120 su un’insolita pianta trilobata. Ha subito diversi rimaneggiamenti nel tempo, ma conserva ancora abbastanza fedelmente il suo aspetto originario. Particolarmente interessante sono all’esterno, il campanile ritmato in quattro ordini di archetti con aperture a trifore, bifore e monofore; il tiburio poligonale; l’abside con un elegante loggiato ed il portale laterale con sculture del XII secolo. L’interno è a tre navate con archi a tutto sesto, matroneo e tiburio. Nelle pareti e nell’abside si notano affreschi del tre- quattrocento. La luce filtra dall’alto e dona alla chiesa un alternarsi di chiaro scuri molto suggestivo.
Appena fuori dal centro, ma facilmente raggiungibile anche a piedi, s’innalza la chiesa di Sant’Abbondio. Con la copertura in tavolato e capriate e le due torri campanarie gemelle, costituisce un bell’esempio di romanico comasco. Fu consacrata nel 1095 da papa Urbano II ma la sua storia è più antica. Fondata da una comunità di monaci benedettini nel sec. XI, è divisa in cinque navate: la centrale è sorretta da piloni circolari in muratura; le laterali da colonne in pietra, molte delle quali di epoca romana. Presso il grande altare, un quadro seicentesco rappresenta il miracolo di S. Abbondio che, con la resurrezione di un bambino, avrebbe indotto molti pagani alla conversione. Un ciclo di affreschi decora l’abside con episodi della vita di Cristo. Gli affreschi ci incantano per i colori e soprattutto per la ricchezza dei dettagli.

Basilica di Sant'Abbondio
Si conclude così la nostra visita del centro storico: indubbiamente Como è una città ricca di arte e di cultura. Prima di recarci in albergo, andiamo ma fare un po’ di shopping, in particolare vogliamo vedere le tanto rinomate sete comasche. All’interno del negozio, poco lontano dalla piazza della cattedrale, ci accoglie un tripudio di colori e di leggerezza, qualcuno di noi azzarda anche qualche acquisto!
Dopo circa 20Km raggiungiamo Merone, entriamo all’Hotel “Il Corazziere” dove troviamo stanze confortevoli. L’albergo è circondato da un parco nel quale scorre il Lambro, peccato che piova e non possiamo godere di un paesaggio molto rilassante. Ma ciò che a mio avviso contraddistingue questo albergo è la cucina: a cena gustiamo prelibatezze tipiche della zona, come i ravioli di grano saraceno e ripieno di formaggio e pere…
Il tutto servito con eleganza e raffinatezza!
