Rijksmuseum seconda parte Amsterdam parte 3

0 Commenti 27 settembre 2009
Categoria: Beni culturali, Europa

VIAGGIO ESTATE 2009 BELGIO E PAESI BASSI QUINTA TAPPA: AMSTERDAM

Ma arriviamo ai veri capolavori per i quali la visita è unica ed esclusiva: i pittori fiamminghi, i classici, gli artisti del secolo d’oro; mi riferisco a talenti quali Rembrandt van Rijn, Jan Havicksz Steen, Johannes Vermeer, Frans Hals, Floris Claesz van Dijck e tanti altri.

Ricordo ancora la dolcezza  e la serenità provate di fronte ai dipinti di artisti che nel XVII sec. ritrassero il paesaggio olandese: fattorie, ampi spazi, mulini a vento. Fra questi Ivo  ha commentato il quadro intitolato “Paesaggio invernale con pattinatori” di H. Avercamp dove su una distesa di ghiaccio si muovono decine e decine di personaggi ritratti con una sorprendente minuzia di particolari; alcuni stanno svolgendo le loro occupazioni quotidiane, altri pattinano, altri ancora cadono, vanno in slitta o si incontrano. Il  tutto è reso con naturalezza e veridicità. In altri paesaggi notiamo i famosi cieli dei Paesi Bassi, che per nostra fortuna non abbiamo potuto finora vedere dal vero: toni cupi, velati, cieli coperti da grosse nuvole.

Paesaggio invernale con pattinatori

Cambiamo genere ed ammiriamo le famose nature morte fiamminghe; infatti nello stesso secolo alcuni artisti si dedicarono alle composizioni di fiori, di frutta, di formaggi, di selvaggina  e di oggetti posti su tavole imbandite preparate con fini tovaglie di cotone o lino di Fiandra, posate in argento, brocche e stoviglie preziose.

natura morta con formaggi

Di Van Dijck mi ha colpito la “Natura morta con formaggi” dove su una tovaglia raffinata damascata sono posate delle forme di formaggio già tagliate, attorniate da frutta fresca e secca raccolta in contenitori o sparsa sulla tavola, e ancora pezzi di pane, bicchieri e una caraffa.

Impressionante l’uso della luce che si riflette in modo diverso sugli oggetti; in primo piano, trasbordano dal tavolo e sembrano in bilico (quasi a significare la fragilità e transitorietà della vita) una buccia e mezza mela appoggiata su un piatto in metallo che vi riflette la sua immagine. Che gioco di luce e quale dovizia dei particolari!

natura morta con boccale dorato

Una tavola più lussuosa è quella rappresentata da Willem Claes Heda (“Natura morta con boccale dorato”) dove sono messi in primo piano i resti di una cena raffinata a base di ostriche ed altri molluschi, con tovaglioli sgualciti, pezzi di pane, un calice rovesciato ed un limone sbucciato. Dietro compaiono bicchieri in vetro finemente lavorato e colorato, un boccale ed un contenitore in metallo dorato inciso. La grande capacità del maestro sta soprattutto nel rappresentare la luce che si riflette in modo diverso sugli oggetti di diverso materiale.

In un’altra sezione sono racchiusi i capolavori dei ritrattisti fiamminghi. Chiunque avesse  potuto permetterselo nel XVII sec. si faceva ritrarre a mezza figura o per intero, da solo o in gruppo.

ritratto di fanciulla con il vestito azzurro

Troviamo raffigurati uomini o donne facoltosi, famiglie, membri della guardia civica ed anche bambini, come ad esempio il “Ritratto di fanciulla col vestito azzurro”, uno dei ritratti di bambini più amati del secolo d’oro. La  fanciulla  è ritratta come un’adulta, con una veste lussuosa damascata e rifinita con merletti, indossa dei gioielli e tiene in mano un ventaglio di piume. E’ un’immagine delicata e soave.

l'allegro bevitore

Ed eccoci ai “grandi”.  Nato ad Anversa, ma vissuto ad Haarlem, Frans Hals è uno tra i maggiori ritrattisti. Ne “L’allegro bevitore” noto subito che la sua tecnica è diversa da quello che ho visto finora: pennellate veloci e decise, tratti decisi, uso di pochi colori.
L’uso del giallo in varie tonalità ed il volto dell’uomo trasmettono allegria.

Più leggiadra è la scena raffigurata dallo stesso pittore nel “Ritratto di nozze…” di una coppia di Haalerm. Si tratta di un ritratto nuziale come stanno a significare le varie piante raffigurate che alludono alla fedeltà e all’amore. I due sono ritratti in giardino in una posa naturale, disinvolta, piuttosto inconsueta per il loro tempo.

ritratto di nozze

E poi ancora, Ivo ci conduce alle sale che custodiscono alcuni capolavori del grande ritrattista Rembrandt unico nel rappresentare le emozioni, gli stati d’animo dei suoi personaggi.

Di Lui ammiriamo diverse opere che rappresentano personaggi della Bibbia, come “Tobia e Anna Con il capretto”, “Geremia che piange la distruzione di Gerusalemme”,”La profetessa Anna”. In tutti mi sorprende l’uso della luce che illumina solo certe parti (ne “La profetessa Anna” la luce viene addirittura da dietro le spalle), ma soprattutto l’estrema accuratezza e la grande veridicità con cui ritrae persone anziane, il cui viso è segnato da rughe, i cui occhi trasmettono stupore, rassegnazione, ecc., le cui mani sono segnate dal tempo.

Tobia e Anna con il capretto Rembrandt

Nei due autoritratti (in giovane età e nelle vesti dell’apostolo Paolo) possiamo apprezzare anche l’evoluzione stilistica del maestro. Il giovane Rembrandt è reso in modo singolare per l’uso della luce che illumina solo una guancia e un orecchio, il resto è in ombra. I capelli arruffati, le tonalità calde, lo sguardo impenetrabile, mi danno l’idea di un personaggio enigmatico. Nelle vesti di san Paolo, l’autore si ritrae a 55 anni con un turbante in testa, la fronte rugosa, il viso colorito, l’espressione degli occhi sembra di sorpresa; la luce proviene dall’alto, illumina il capo ed il volto, mentre resta in ombra il mantello da cui fuoriesce l’impugnatura della spada (attributo del Santo).

Autoritratto da giovane - Rembrandt

Autoritratto San Paolo - Rembrandt

Indicano un’espressione di sorpresa, quasi disappunto anche i protagonisti del dipinto titolato “I sindaci dei drappieri”. I cinque funzionari(erano incaricati di controllare il panno venduto ad Amsterdam) sono ritratti mentre stanno consultando dei testi, probabilmente di contabilità, e sembrano disturbati nel loro lavoro.

i sindaci dei droppieri

Per finire entriamo in una lunga sala dedicata a quello che è considerato il capolavoro di Rembrandt: “La ronda di notte”che rappresenta un gruppo di guardie civiche della città di Amsterdam. I toni scuri, dovuti in gran parte allo sporco accumulatosi nel tempo, hanno erroneamente fatto pensare ad una pattuglia notturna. Spesso le guardie civiche, il cui compito era la difesa della città, commissionavano ritratti per abbellire le sedi delle loro corporazioni, ma questo dipinto è innovativo per l’uso della luce e per il movimento che riproduce, infatti solitamente i ritratti di questi personaggi erano statici e ordinati.

la ronda di notte

Rembrandt ritrae qui il gruppo in movimento, sull’atto di mettersi in marcia; in primo piano, colpiti con violenza dalla luce,il capitano vestito di nero con un braccio teso, un tallone sollevato e la bocca aperta, probabilmente sta dando l’ordine di avvio; il luogotenente è vestito di giallo e beige, resi ancor più luminosi dalla luce che li colpisce in modo diretto. Sul vestito di quest’ultimo si proietta l’ombra creata dal braccio proteso del capitano. Eccezionale! Così come lo sono i particolari dei vestiti, delle calzature, delle armi! I due sono circondati da un gruppo di uomini confuso, proprio perché in movimento. Gli archibugieri sparano o caricano il moschetto, i lancieri alzano le lance, c’è chi porta la bandiera e chi suona il tamburo. Fra gli uomini armati spunta una bambina che porta appeso al fianco un pollo che richiama il simbolo del corpo di guardia (due artigli di pollo).L’autore ritrae tutti con grande precisione e l’uso della luce accentua il senso del movimento. Non esagero nell’affermare che starei ore ad ammirare questa meraviglia!

la festa di San Nicola

Proseguendo nella nostra visita, ci avviciniamo ai quadri di Jan Steen, famoso per i suoi dipinti di scenette quotidiane, con famiglie intorno alla tavola o frequentatori di taverne. Era un narratore e le sue storie contengono una morale. E’ il caso de “La festa di San Nicola” dove una famiglia è raccolta per festeggiare il santo e i bambini hanno appena ricevuto il regalo. Solamente un bambino è rimasto deluso: ha ricevuto una scarpa con una frusta, forse non meritava un premio; i suoi fratelli lo deridono, ma la nonna gli fa cenno che dietro la tenda c’è qualcosa anche per lui. Caratterizzano questo pittore un grande senso del dettaglio nel riprodurre i vestiti e gli ambienti e lo studio dei diversi stati d’animo.

La famiglia allegra

Spensierato appare il gruppo famigliare rappresentato ne “La famiglia allegra”. Attorno alla tavola tutti, grandi e piccoli, sono allegri, bevono, fumano, cantano e suonano. Ma l’idea che se ne ricava è di un gran disordine (vi sono stoviglie sul pavimento) e anche di scarso rigore morale, infatti anche i bambini bevono e fumano. Infatti una lettera sul camino chiarisce che il pittore vuole mandare un monito a chi dà un esempio sbagliato ai propri figli: “tale padre, tale figlio”.

La lattaia - Vermeer

Alla fine del nostro percorso giungiamo nelle sale dedicate alle opere dell’altro grande maestro fiammingo: Johannes Vemeer. Ammiriamo in particolare “La lattaia”, in cui una donna è concentrata nel versare il latte da una brocca in un altro recipiente in terracotta. La donna è posta in un angolo della cucina accanto ad una finestra da cui filtra la luce che  colpisce e illumina  i suoi vestiti ed il cesto ed il pane posti sul tavolo a cui si appoggia. Sul muro alle sue spalle vi sono dei chiodi (uno riflette la sua ombra!) e dei buchi lasciati da chiodi tolti. Quindi il pittore, pur rappresentando un momento particolare della giornata di questa donna, una mansione momentanea, cura molto i particolari, scatta quasi una fotografia. Per non parlare della bellezza del contrasto dei colori: il blu, il giallo, il rosso ed il verde, tonalità calde e intense.

Donna che legge una lettera

Incantevole è anche l’atmosfera creata da Vermeer ne “Donna che legge una lettera”. Con pochi elementi (una donna sta leggendo una lettera, in piedi accanto ad un tavolo con sedie e una carta geografica appesa alla parete) ed usando principalmente varie sfumature di blu e giallo, Vermeer ha saputo trasmettere l’intensità di questo momento, la trepidazione di questa giovane donna (forse in dolce attesa, ma potrebbero essere i vestiti del tempo) che tiene fra le mani una lettera ed è intenta nella lettura. L’autore rivela una carica emotiva, una delicatezza, una dolcezza che mi hanno incantata.

Sono trascorse tre ore dal nostro ingresso e non me ne sono accorta; fra l’altro ho appezzato la preparazione di Ivo che ci ha guidati magistralmente nel nostro percorso. Il museo racchiude molte altre opere ed è per questo che con Ivo ho scelto di visitare solo alcune sezioni, altrimenti si correva il rischio di vedere tante cose senza avere il tempo di gustare e capire nulla. Inutile concludere che la visita del Risijksmuseum è stata un’esperienza unica!

taglieria di diamanti Amsterdam

Uscendo dal museo, ci siamo diretti verso una taglieria di diamanti, meta fissa per i turisti che visitano Amsterdam. In effetti il giro è proprio turistico e già confezionato:appena  entriamo  vediamo alcuni signori che, dietro delle cabine di vetro stanno tagliando delle pietre o montando dei gioielli; poi andiamo in una saletta in cui delle belle signorine iniziano a mostrarci dei brillanti (diamanti lavorati e tagliati) e dei gioielli che montano queste pietre preziose. I prezzi sono da capogiro, perciò ringraziamo e salutiamo, ma per uscire ci fanno fare un giro pazzesco, facendo ci passare per un’infinità di stanze nelle cui vetrine sono esposti gioielli ed orologi. Un’esperienza che non mi è piaciuta!

Per farmi ritrovare il fascino del museo, andiamo a pranzare al restaurant  Hasje Claes in Spuistraat. E’ un edificio del 1520 con sale arredate con tappezzeria di diversi colori e oggetti d’epoca appesi alle pareti. L’atmosfera è da sogno ed il menù è appetitoso: una degna conclusione per questa fantastica mattinata.

ristorante Hasje Claes Amsterdam

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