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	<title>Itinerari di Viaggio &#187; Località Montane</title>
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	<description>Consigli e Recensioni per i tuoi Viaggi</description>
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		<title>Viaggio sul trenino del Bernina Express, St. Moritz, Livigno e Glorenza</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 21:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beni culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Località Montane]]></category>
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		<description><![CDATA[BERNINA EXPRESS ST. MORITZ, LIVIGNO E GLORENZA 
11 e 12 luglio 09
Un weekend immersi nella natura

ECCO IL NOSTRO PROGRAMMA
1° GIORNO
partenza in pullman Gran Turismo alle ore 6,00 da Saletto.
Arrivo del gruppo a Tirano. Visita della Basilica dedicata alla Madonna.
Viaggio con il Bernina Express, il trenino delle nevi, che conduce da Tirano a St. Moritz, attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>BERNINA EXPRESS ST. MORITZ, LIVIGNO E GLORENZA </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>11 e 12 luglio 09</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Un weekend immersi nella natura</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-52" title="Bernina Express St. Moritz Livigno e Glorenza " src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/composizione-bernina.jpg" alt="Bernina Express St. Moritz Livigno e Glorenza " width="666" height="312" /></p>
<p>ECCO IL NOSTRO PROGRAMMA</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>1° GIORNO</strong></span><br />
partenza in pullman Gran Turismo alle ore 6,00 da Saletto.<br />
Arrivo del gruppo a Tirano. Visita della Basilica dedicata alla Madonna.<br />
Viaggio con il Bernina Express, il trenino delle nevi, che conduce da Tirano a St. Moritz, attraverso il gruppo del Bernina, toccando quota 2250 metri s.l.m.<br />
Arrivo a St. Moritz e passeggiata nella famosa località svizzera. Trasferimento a Livigno.</p>
<p>2°GIORNO</p>
<p>Mattinata a disposizione per visite individuali di Livigno e shopping nel territorio extradoganale.<br />
Pranzo in ristorante, partenza e sosta a Glorenza, città murata della val Venosta.<span id="more-3"></span></p>
<p>Partiti con la solita nostra puntualità, dopo una sosta in autogrill, usciamo dall’autostrada poco dopo Brescia e iniziamo a percorrere la Val Camonica, costeggiando il lago d’Iseo.  Dopo Edolo, percorrendo una stradina tutta curve e tornanti, superiamo il passo Aprica. Ridiscesi a valle, arriviamo verso le 10,30 a Tirano, cittadina situata a 450 metri di altitudine che dista  meno di 1 chilometro dal confine svizzero di Piattamala e 60 chilometri da St. Moritz. Scendiamo dal pullman per visitare la <strong>Basilica della Madonna di Tirano</strong>, il più bell’esempio del Rinascimento in Valtellina, eretta dove la Vergine apparve il 29 settembre 1504 al Beato Mario Omodei, benedicendo la popolazione e chiedendogli di edificare un tempio in suo onore. Egli fu quindi il primo promotore della costruzione del Santuario, iniziata il 25 marzo (giorno dell&#8217;Annunciazione di Maria Vergine) del 1505 e terminata nella sua parte esteriore nel 1513.</p>
<div id="attachment_53" class="wp-caption aligncenter" style="width: 394px"><img class="size-full wp-image-53" title="Santuario della Madonna di Tirano" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Santuario_della_Madonna_di_Tirano.jpg" alt="Santuario della Madonna di Tirano" width="384" height="512" /><p class="wp-caption-text">Basilica della Madonna di Tirano</p></div>
<p>La facciata ci colpisce per la sua è imponenza e armonia. E’ infatti un esempio dell’architettura rinascimentale, pulita, elegante. Lo splendido <strong>portale marmoreo</strong> è di Alessandro Della Scala, artista di Carona sul lago di Lugano.<br />
Il disegno cosmatesco sulla facciata della Basilica della Madonna di Tirano è il simbolo  che veniva  usato dai fratelli Cosmati, lapicidi operanti tra il XII e il XIII sec. in alcune chiese più importanti del centro e sud Italia (ad es. S. Miniato FI e a S. Maria in Trastevere). Indica il labirinto della vita; forse ha valenza esoterica.</p>
<p>Il campanile è alto e maestoso, in stile lombardo con un piano a bifore e quattro a trifore.<br />
La pianta è a croce latina dalla quale si levano il coro con l’abside e le tre navate, divise in altrettante campate dalle volte a crociera, l’ultima delle quali alta a formare il transetto, al cui centro si apre la cupola.</p>
<p>Appena entrati si può scorgere la <strong>Cappella dell&#8217;Apparizione</strong> in cui è conservato un gruppo ligneo raffigurante la Vergine; la cappella dell’Apparizione è il cuore del santuario. E’ la sola parte sporgente dal perimetro dell’edificio rinascimentale ad indicare, già all’esterno, il ‘luogo santo e benedetto’.<br />
Il vano dietro l’altare è chiamato ‘scurolo’, l’angolo più appartato di tutto il tempio. ‘Ubi steterunt pedes Mariae’: la scritta ‘dove si posarono i piedi di Maria’ indica il luogo esatto dell’Apparizione, luogo che favorisce il raccoglimento e permette al fedele di entrare in personale contatto con la Madonna lì apparsa.</p>
<p>Di pregevole fattura è l&#8217;organo, composto da 2200 canne in stagno, alto quasi 14.50 mt. è sorretto da otto colonnine di marmo rosaceo, ancora funzionante grazie anche ai molteplici interventi di restauro cui è stato sottoposto nel corso degli anni. E’ di pregevole fattura, realizzato tra il 1608 e il 1617 dal bresciano Giuseppe Bulgarini. La sua particolarità è l&#8217;aspetto davvero monumentale che esso ha, in quanto esso poggia su otto grandi colonne di marmo rosso. Purtroppo in questo momento è in atto un restauro, perciò l’organo nella parte superiore è coperto. Peccato, comunque questo santuario meritava di essere visto!</p>
<p>Pranzo in ristorante con menù tipico della Valtellina presso il ristorante “Ai portici”: Bresaola Carpacciata</p>
<ul>
<li>Bis di: Risotto allo sforzato ( vino tipico della zona) e gnocchi di saraceno alla Valtellinese</li>
<li>Arrosto ai Funghi</li>
<li>Patate al forno</li>
<li>Verdure al burro</li>
<li>Dessert</li>
</ul>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-54" title="Trenino del Bernina Express" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Trenino-del-Bernina.jpg" alt="Trenino del Bernina Express" width="512" height="384" /></p>
<p>Devo dire che era tutto squisito e che il servizio è stato buono e soprattutto veloce. Noi infatti siamo usciti dal ristorante puntuali per prendere il treno delle 13,38 per Saint Moritz. La stazione era a 100 metri, completate le formalità (ho fatto il biglietto cumulativo) ci hanno fatto entrare senza nemmeno controllare i documenti, eppure la stazione del Bernina Express è controllata dalla polizia svizzera.</p>
<p>Ci sistemiamo nella carrozza del treno riservata a noi e poi, partenza con il <strong>Bernina Express</strong> alla volta di St. Moritz! Il treno effettua un viaggio mozzafiato su pendenze del 70 per mille (senza cremagliera) sino ad un’altitudine di 2253 m s.l.m., cosa unica in Europa. Dopo pochi chilometri troviamo subito una meraviglia: il viadotto di Brusio, una rampa elicoidale all’aperto. Oltrepassata Poschiavo, capoluogo dell’omonima valle con il suo stupendo laghetto, il treno raggiunge <strong>Alp Grùn</strong>, eccezionale punto panoramico.</p>
<div id="attachment_55" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-55" title="Panorama dal treno con lago di Poschiavo sullo sfondo" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Panorama-dal-treno-con-lago-di-Poschiavo-sullo-sfondo.jpg" alt="Panorama dal treno con lago di Poschiavo sullo sfondo" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Panorama dal treno con lago di Poschiavo sullo sfondo</p></div>
<p>Superato il valico a quota 2253 m s.l.m., presso Montebello si offre  la spendida vista sul <strong>ghiacciaio del Monteratsch</strong> e sul <strong>gruppo del Bernina</strong>, che s’innalza  con i suoi quattromila metri.<br />
Il viaggio è stato super mega!<br />
Uno spettacolo a trecentosessanta gradi fra pascoli, boschi, torrenti, laghetti, rocce, neve e ghiaccio!!!</p>
<div id="attachment_56" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-56" title="Il ghiacciao visto dal treno" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Il-ghiacciao-visto-dal-treno1.jpg" alt="Il ghiacciao visto dal treno" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Il ghiacciao visto dal treno</p></div>
<p>Arrivati a <strong>St. Moritz</strong>, dopo 2 ore di viaggio, scendiamo un po’ a malincuore dal treno per una  passeggiata nella famosa cittadina svizzera; è una delle località turistiche più famose del mondo. Eleganza ed esclusività in un’atmosfera cosmopolita caratterizzano questa cittadina situata a 1856 m s.l.m. al centro del magnifico paesaggio dei laghi engadinesi.<br />
Devo dire che personalmente tutto questo lusso e questa esclusività non mi hanno colpito, ma mi hanno incantato il panorama, il lago e i fiori coltivati nelle aiuole degli hotel!</p>
<div id="attachment_57" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-57" title="Il lago di Saint Moritz" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Il-lago-di-Saint-Moritz.jpg" alt="Il lago di Saint Moritz" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Il lago di Saint Moritz</p></div>
<p>Verso le 18,00 partiamo con destinazione Livigno ed il percorso è davvero incantevole, poiché ci riportiamo a quota 2000 e attorno a noi vi sono solamente catene innevate, pascoli e tante mucche: una zona naturale, un ambiente poco antropizzato che raramente ci capita di osservare.<br />
Arrivati all’hotel Alexander, ci sistemiamo e ci diamo appuntamento per la cena.</p>
<p>Ecco il nostro ricco menù: cena a buffet</p>
<ul>
<li>Antipasto valtellinese della casa</li>
<li>Primi: gnocchetti alla Bormina, tagliatelle ai funghi, zuppa di verdure</li>
<li>Secondi: arrosto di tacchino alle mele golden e brasato al vino sforzato</li>
<li>Contorni: fagiolini al vapore, patate novelle e insalata mista</li>
<li>Dolce: macedonia di frutta !!!</li>
</ul>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-58" title="Aiuola a Saint Moritz" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Aiuola-a-Saint-Moritz.jpg" alt="Aiuola a Saint Moritz" width="512" height="384" /></p>
<p>Dopocena propongo una passeggiata, almeno per digerire e raggiungiamo il centro costeggiando in parte il corso di un torrente, lo Spol.</p>
<p>La mattinata della domenica è a disposizione per visite individuali di Livigno e shopping nel territorio extradoganale.</p>
<p>L’abitato consiste in un lungo serpentone di abitazioni, piccole e caratteristiche costruite in petra e legno (le bait) Ovunque, ma con maggiore concentrazione nel centro del paese si trovano negozi di tutti i generi: questo è dovuto al fatto che Livigno, oltre ad essere una rinomata località turistica meta di sportivi appassionati dello sci e della montagna, è anche una zona extradoganale dove è possibile acquistare prodotti di vario genere <strong>senza l’IVA</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-59" title="Torrente in alta quota" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Torrente-in-alta-quota.jpg" alt="Torrente in alta quota" width="512" height="384" /></p>
<p>Io propongo di fare, in alternativa allo shopping, una passeggiata rilassante in mezzo alla natura, dato che siamo ad una quota di 1800 metri. In molti iniziamo un percorso di circa 8 Km., facile senza dislivelli. Si parte dal &#8220;Pont da Bond”, seguendo le indicazioni verso “Ponte delle capre”, si percorre una pista pedonabile/ciclabile.</p>
<p>Si segue il torrente Spöl (affluente dell&#8217;Inn e del Danubio) accompagnati dal suono dell&#8217;acqua. Dopo poco il torrente si immette nel lago di Livigno che iniziamo a costeggiare. Sulla nostra destra si erge un fitto bosco di larici. Notiamo fiori, soprattutto azalee e rododendri. La camminata è piacevole e rilassante.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-60" title="gregge al pascolo" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Livigno-gregge-al-pascolo.jpg" alt="gregge al pascolo" width="512" height="384" /></p>
<p>Al termine del bosco c&#8217;è il &#8220;Ponte delle capre&#8221; e da qui inizia anche il Parco Nazionale dello Stelvio.<br />
Neanche a dirlo, incontriamo un bel gregge! Oltrepassato un ponticello scorgiamo un posto di ristoro; sono le 10,30 e qui stanno già cuocendo la polenta “concia” o condita (farina bianca, gialla e formaggio e burro a volontà!) in un bel paiolo di rame. Purtroppo non possiamo fermarci: è ora di ritornare verso il centro di Livigno.</p>
<p>In compenso ci attende il personale del nostro albergo con un menù a buffet di tutto rispetto:</p>
<ul>
<li>Antipasto: bresaola carpacciata</li>
<li>Primi: Pizzoccheri di Livigno, fusilli alla montanara (con speck e porcini)</li>
<li>Secondi: Salmì di cervo con polenta taragna, scaloppe di vitello ai funghi</li>
<li>Verdure miste crude e cotte</li>
<li>Dolce: Strudel e mousse al limone</li>
</ul>
<p>Ci vorrebbe una camminata per smaltire il tutto, ma è ora di partire per <strong>Glorenza pittoresco borgo</strong> della val Venosta stretto dalla cinta muraria del 1580.</p>
<p>La strada per raggiungere la nostra meta corre al confine tra Italia e Svizzera, percorriamo anche il Tunnel del Gallo, per il cui transito dobbiamo pagare agli Svizzeri ben 50 euro!<br />
La strada è ovviamente panoramica e dolcemente scendiamo a quota 800 metri.</p>
<div id="attachment_61" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-61" title="Glorenza Via dei Portici" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Glorenza-via-dei-portici.jpg" alt="Glorenza Via dei Portici" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Glorenza Via dei Portici</p></div>
<p>A <strong>Glorenza</strong> incontriamo la nostra guida che ci fa apprezzare le bellezze architettoniche del centro: mura con camminamento di ronda e torrioni, abitazioni tipiche con mura spesse e finestrelle strombate.</p>
<p>Glorenza è un piccolo paese, che in passato è stato creato come centro di traffici e commerci, soprattutto del sale che dall’Austria transitava diretto in Italia, in particolare a Venezia e da lì provenivano stoffe pregiate, quali le sete e le spezie che Venezia comperava ad Oriente. Grazie al commercio, Glorenza si è trasformata in città e si è arricchita.</p>
<div id="attachment_62" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-62" title="Glorenza camminamento attorno alle mura" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Glorenza-camminamento-attorno-alle-mura.jpg" alt="Glorenza camminamento attorno alle mura" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Glorenza camminamento attorno alle mura</p></div>
<p>Il nostro viaggio è arrivato al termine, passando per Merano e Bolzano, rientriamo contenti e soddisfatti: abbiamo trascorso due splendidi giorni <strong>immersi nella natura</strong> e nell’atmosfera di armonia che ormai ci contraddistingue.</p>
<p>Alla prossima!</p>
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		<title>Viaggio Abruzzo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 22:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Città d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Località Montane]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[VIAGGIO IN ABRUZZO
Dal 30 Maggio al 02 Giugno 2009

Dopo il terremoto del 6 aprile, mentre provavo sentimenti di solidarietà al dramma e alla disperazione degli aquilani e di tutto il popolo abruzzese, pensavo al viaggio che di lì a poco avevo programmato di fare proprio in quella regione. Nella mia testa si alternavano momenti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>VIAGGIO IN ABRUZZO</strong></p>
<p align="center"><strong>Dal 30 Maggio al 02 Giugno 2009</strong></p>
<p align="center"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-28" title="Viaggo in Abruzzo consigli" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/composizione.jpg" alt="Viaggo in Abruzzo consigli" width="666" height="312" /></strong></p>
<p>Dopo il terremoto del 6 aprile, mentre provavo sentimenti di solidarietà al dramma e alla disperazione degli aquilani e di tutto il popolo abruzzese, pensavo al viaggio che di lì a poco avevo programmato di fare proprio in quella regione. Nella mia testa si alternavano momenti in cui il dispiacere e la delusione avevano il sopravvento, ad altri in cui volevo essere fiduciosa che la situazione si sarebbe almeno normalizzata; temevo di andare in una terra in cui avremmo potuto intralciare i lavori della protezione civile o infastidire la popolazione, ma sapevo anche che, comunque, chi resta ha bisogno di guardare al futuro e di ricominciare a vivere… alla fine mi sono decisa: ho proposto al mio gruppo di intraprendere questo viaggio, ovviamente rimaneggiando il programma che comprendeva inizialmente anche la visita alla città de L’Aquila.<br />
Così la mattina del 30 maggio siamo partiti verso l’Abruzzo.</p>
<p><strong>Ecco il nostro nuovo programma:</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">1° giorno</span></strong>: Partenza da Saletto alle ore 6,00. Arrivo a <strong>Teramo</strong>. Pranzo in ristorante. Incontro con la guida e visita della città: la Cattedrale del 1158, il Teatro Romano costruito durante l’Impero dell’Imperatore Adriano nel II sec. d.C., ancora oggi utilizzato per manifestazioni culturali; resti dell’anfiteatro romano, l’elegante Corso De Michetti. In serata trasferimento in hotel situato sulla costa ad Alba Adriatica.<span id="more-21"></span></p>
<div id="attachment_29" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-29" title="Fontana dei Leoni Teramo" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Fontana-dei-Leoni-Teramo.jpg" alt="Fontana dei Leoni Teramo" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Fontana dei Leoni Teramo</p></div>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">2° giorno</span>:</strong> partenza per <strong>Prati di Tivo</strong>. Lungo il percorso sosta al suggestivo paesino di <strong>Pietracamela</strong>. Il paesino sorge alle falde del Gran Sasso: è un comune di 300 abitanti in provincia di Teramo e fa parte della Comunità montana Gran Sasso e del Club dei Borghi più belli d&#8217;Italia. A seguire arrivo a <strong>Prati di Tivo</strong> a 1450  m sul livello del mare sovrastata dalle pareti orientali delle due cime più alte della catena del Gran Sasso: il Corno Grande (2.912 m.) e il Corno Piccolo (2.655 m.). Tra le due vette si annida il ghiacciaio del Calderone (quasi completamente scomparso), l&#8217;unico degli Appennini ed il più meridionale d&#8217;Europa.<br />
Pranzo in ristorante.<br />
Partenza per <strong>Civitella del Tronto</strong>. Visita della <strong>Fortezza Borbonica</strong>, ultimo baluardo borbonico. La Fortezza è un suggestivo complesso, eretto attorno all’anno mille e più volte ricostruito, conserva oggi, quasi intatte, le mura esterne e parte degli ambienti originari. E’ un esempio di alta ingegneria militare. Nel suo interno si potrà ammirare il museo delle armi. A seguire si passerà per il caratteristico paesino di <strong>Civitella</strong> e si attraverserà la famosa “<strong>ruetta</strong>” la via più stretta d’Italia.</p>
<div id="attachment_30" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-30" title="Panorama dalla fortezza di Civitella" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Panorama-dalla-fortezza-di-Civitella.jpg" alt="Panorama dalla fortezza di Civitella" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Panorama dalla fortezza di Civitella</p></div>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">3° giorno</span></strong> escursione di un&#8217;intera giornata al <strong>parco nazionale d&#8217;Abruzzo</strong>, forse l&#8217; angolo più suggestivo di tutta la regione.</p>
<p>Partenza per <strong>Sulmona</strong>, città che diede i natali a Ovidio, il poeta dell&#8217; amore. Visita del centro storico: la cattedrale con aspetto medievale, sorta prima del 1000 e restaurata tra il 1078 e il 1119; la trecentesca Porta di Napoli, l&#8217;acquedotto medievale.</p>
<div id="attachment_31" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-31" title="Fontana a Scanno" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Fontana-a-Scanno.jpg" alt="Fontana a Scanno" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Fontana a Scanno</p></div>
<p>Proseguimento per Scanno, percorrendo una strada che attraversa le meravigliose Gole del Sagittario, una natura incontaminata ci condurrà fino al lago di San Domenico prima, e poi a quello di Scanno. Superando il lago, scorgeremo uno dei borghi più belli d’Italia:<strong> Scanno</strong>, paese di poco più di 2.000 anime, ma molto caratteristico.<br />
Giro del centro storico del paese, osserveremo la Chiesa di Santa Maria della Valle, gli angoli ed i vicoli che hanno attratto l’ obiettivo di tanti fotografi, anche famosi come Cartier-Bresson. Visita del  centro storico ricco di botteghe artigiane famose per la lavorazione dei pellami, del tombolo e dell&#8217;oro e dei costumi tipici dei suoi abitanti. Pranzo in ristorante</p>
<p>Proseguimento per la splendida <strong>Civitella Alfedena</strong>, dove si possono ammirare alcuni esemplari del lupo appenninico che vivono allo stato libero in una zona protetta del Museo del Lupo Appenninico. Visita del paese e dell’area faunistica. Cena e pernottamento.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">4° giorno</span></strong>: Incontro con la guida e  partenza per  <strong>Manoppello</strong>. Visita del santuario del Volto Santo. Da quattro secoli il Santuario del Volto Santo è meta di pellegrini provenienti dall’Italia e da altre parti del mondo. Come tutti i Santuari anche questo è “luogo di conversioni, di riconciliazione con Dio e oasi di pace” (Giovanni Paolo II), “stazione e clinica dello spirito” (Paolo VI). A seguire visita di <strong>Atri </strong>cittadina in posizione panoramica con vista sulla Majella e sul mare. Visita dei monumenti principali (Cattedrale, Museo Capitolare con Chiostro duecentesco, cisterna romana) e della Villa Comunale.</p>
<p>Oltre al centro vedremo anche i celebri &#8220;Calanchi di Atri&#8221;, maestose e spettacolari architetture naturali di argilla note anche con il nome di “<em>bolge</em>” o “<em>scrimoni</em>”, che sono originati dalla millenaria erosione del terreno.</p>
<div id="attachment_32" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-32" title="Affresco cattedrale di Atri" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Affresco-cattedrale-di-Atri.jpg" alt="Affresco cattedrale di Atri" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Affresco cattedrale di Atri</p></div>
<p>Partiti puntuali, come sempre, siamo arrivati a Teramo per le 12,00, avendo effettuato un paio di soste in autogrill. Il viaggio era stato piacevole, soprattutto da quando avevamo iniziato a costeggiare il mare e dall’altra parte si era aperto il paesaggio collinare marchigiano.</p>
<p>Dopo aver pranzato al ristorante “Antico Cantinone” in centro a Teramo, dove abbiamo gustato piatti tipici, (come gli spaghetti alla chitarra con sugo rosso e piccole polpettine di carne o la pinza dolce), abbiamo incontrato la nostra guida, Loredana Eusanio.</p>
<p>Loredana è una giovane signora aquilana, madre di due ragazzi, che  al momento del terremoto, abitava vicino al paese di Onna, pertanto in quel momento viveva in roulotte nel giardino di casa, in attesa di poter effettuare i lavori di restauro necessari. La sua testimonianza ci ha ammutoliti, ma abbiamo anche provato un po’ di orgoglio quando Loredana ci ha ringraziato e si è complimentata con noi che, a differenza di molti altri gruppi che dopo il sisma hanno disdetto il tour previsto, abbiamo mantenuto gli impegni presi ed eravamo lì.</p>
<p>Devo dire che siamo stati molto fortunati: Loredana si è rivelata non solo una guida preparata ed esperta, ma si è dedicata a noi con grande passione, in modo totale per tutto il tempo in cui siamo rimasti in Abruzzo, dalla mattina alla sera, non risparmiandosi nemmeno durante gli spostamenti in pullman.</p>
<p>Visitando l’Abruzzo abbiamo visto tante cose e abbiamo provato intense emozioni, che sarebbe troppo lungo da raccontare, tra tutti alcuni ricordi hanno il sopravvento e voglio provare a comunicarli.</p>
<div id="attachment_33" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-33" title="Cattedrale di Teramo" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Duomo_di_Teramo_fronte.jpg" alt="Cattedrale di Teramo" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Cattedrale di Teramo</p></div>
<p>A <strong>Teramo</strong> abbiamo passeggiato per le vie del centro storico, non sembrava di essere in una città  di Provincia, piuttosto in un tranquillo borgo antico con resti romani (teatro e anfiteatro) e medievali. Mi ricordo soprattutto la possente <strong>cattedrale</strong> con due facciate d’accesso: una ad ovest ed una ad est. Quest’ultima è la principale con portale in marmo con l’archivolto a tutto sesto sormontato dal timpano a cuspide ornato da statue in edicole, con al centro del timpano un rosone. Sopra a due colonnine poste ai lati del portale e che poggiano su due leoni stilofori, le  statue dell’Arcangelo Gabriele e  dell’Annunziata, opera di <strong>Nicola Da Guardiagrele</strong>, noto artista abruzzese. Antistante l’accesso vi è una scalinata adornata da  altri leoni stilofori. La facciata si conclude con il tipico coronamento rettilineo delle chiese abruzzesi  arricchito da merli ghibellini, segno del potere temporale del vescovo di Teramo.</p>
<p>Ma ciò che stupisce e caratterizza questa cattedrale è il <strong>Paliotto di Nicola da</strong> <strong>Guardiagrele</strong> situato alla base dell’altare maggiore, il capolavoro dell’oreficeria abruzzese. L’opera in argento è stata realizzata nei primi decenni del 1400, si compone di 35 formelle che finemente incise e sbalzate ricordano episodi della vita di Cristo: una meraviglia, sorprendente!!<br />
Altra opera di grandissimo valore è il polittico del pittore veneziano Jacobello del Fiore, realizzato verso la fine del 1300.</p>
<div id="attachment_36" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-36" title="Il palliotto dell'altare maggiore" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Il-palliotto-dellaltare-maggiore.jpg" alt="Il palliotto dell'altare maggiore" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Il paliotto dell&#39;altare maggiore</p></div>
<p>Il secondo giorno non siamo passati da <strong>Pietracamela</strong>, come avremmo dovuto, poiché inserita nella zona rossa e quindi inagibile, perciò Loredana ci ha proposto di fermarci al santuario di San Gabriele. La chiesa antica era chiusa per cautela, mentre abbiamo visitato il santuario moderno che protende le braccia ai quattro punti cardinali e nella sezione richiama la sagoma di una nave, simbolo della chiesa in cammino. Si tratta di uno dei santuari più visitati della regione, dato che il culto di San Gabriele si va diffondendo molto tra i giovani che qui vengono anche per la cerimonia della benedizione della penna poco prima di sostenere la prova d’esame di maturità.</p>
<p>Abbiamo poi iniziato a percorrere una strada panoramica, con diversi tornanti fino a raggiungere a quota 1450 m. la località <strong>Prati di Tivo</strong> in vista delle due cime del <strong>Gran Sasso</strong>. Una visione stupenda si è aperta ai nostri occhi: abbiamo fatto una passeggiata tra peonie e orchidee selvatiche, osservando le vette innevate e parte del Calderone.</p>
<div id="attachment_37" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-37" title="Flora montana a Prati di Tivo" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Flora-montana-a-Prati-di-Tivo.jpg" alt="Flora montana a Prati di Tivo" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Flora montana a Prati di Tivo</p></div>
<div id="attachment_38" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-38" title="Il Corno Grande - Grand Sasso" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Il-Corno-Grande.jpg" alt="Il Corno Grande - Grand Sasso" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Il Corno Grande - Grand Sasso</p></div>
<p>Appena il tempo per raggiungere il ristorante “Gran Sasso 3” ed ha iniziato a piovere. Purtroppo la pioggia da quel momento non ci ha più abbandonato, tranne per  qualche breve periodo, e questo è stato l’unico aspetto “negativo” del nostro viaggio.</p>
<p>Ci siamo abbondantemente rifocillati a base di</p>
<ul>
<li>antipasto locale (pecorino fritto, pecorino, bruschetta con ventricina, frittatina)</li>
<li>Tagliatelle ai funghi</li>
<li>Agnello al forno con patate;</li>
<li>Dolce della casa</li>
</ul>
<p>N.B. la ventricina è un salume un po’ piccante che si spalma</p>
<p>Consiglio a tutti di andare a visitare anche la <strong>Fortezza borbonica di Civitella del Tronto</strong>, noi ci siamo andati nel pomeriggio. È un’ingegnosa opera militare che vi riporta ai tempi dello sbarco dei Mille e della nascita dello Stato Italiano. Fra l’altro nel borgo molto pittoresco di Civitella vive uno storico locale eccezionale che ci ha fatto da guida, trasmettendo le sue conoscenze con grande passione.</p>
<div id="attachment_48" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-48" title="Interno della fortezza di Civitella" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Interno-della-fortezza-di-Civitella.jpg" alt="Interno della fortezza di Civitella" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Interno della fortezza di Civitella</p></div>
<p>Il terzo giorno lo abbiamo trascorso tra <strong>Sulmona</strong> e <strong>Scanno</strong>, per arrivarci abbiamo percorso una strada indimenticabile, suggestiva.<br />
Mi riferisco in particolar modo al tratto denominato “<strong>Le gole del Saggittario</strong>” una stradina che costeggia la stretta vallata scavata dal fiume omonimo tra le rocce dell’Appennino.</p>
<p><strong>Sulmona</strong> è una delle più belle cittadine della provincia de L’Aquila, con il suo acquedotto medievale, la <strong>cattedrale</strong> dedicata a <strong>San Panfilio</strong>, la chiesa dell’Annunziata con il palazzo di stile rinascimentale e barocco, la chiesa di san Francesco della Scarpa del duecento, ed i suoi negozi di <strong>confetti</strong> che espongono composizioni multiformi  di confetti : un’esplosione di colori!</p>
<div id="attachment_39" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-39" title="Cattedra del vescovo nella cripta della cattedrale di Sulmona" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Cattedra-del-vescovo-nella-cripta-della-cattedrale-di-Sulmona.jpg" alt="Cattedra del vescovo nella cripta della cattedrale di Sulmona" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Cattedra del vescovo nella cripta della cattedrale di Sulmona</p></div>
<p>Scanno caratteristico borgo collocato ai margini del Parco Nazionale d’Abruzzo posto su una  pendio ai cui piedi si trova un lago naturale dall’acqua verde smeraldo. Le vie di Scanno sono state, giustamente fotografate dai più grandi artisti e tra le case strette e alte addossate le une alle altre, alcune con portali in pietra antichi, non è raro imbattersi in qualche <strong>vecchietta ultracentenaria in abbigliamento tipico</strong>. Anche noi è capitato!</p>
<div id="attachment_40" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-40" title="Signora anziana in tipico costume a Scanno" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Signora-anziana-in-tipico-costume-a-Scanno.jpg" alt="Signora anziana in tipico costume a Scanno" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Signora anziana in tipico costume a Scanno</p></div>
<p>PRANZO A SCANNO: “RISTORANTE DEL LAGO” MENU’</p>
<ul>
<li>Antipasto della casa</li>
<li>Chitarra al ragù</li>
<li>Cosciotto di maiale al forno con patate</li>
<li>Torta alle mele</li>
</ul>
<p>Anche qui abbiamo pranzato bene con un’incantevole vista sul lago!</p>
<p>Il nostro percorso doveva proseguire nel parco Nazionale, ma la pioggia non cessava, perciò Loredana mi ha proposto di cambiare programma e siamo ripartiti alla volta di <strong>Bominaco</strong>, spingendoci molto vicino alla zona colpita dal terremoto.</p>
<p>Dopo aver fatto pochi passi in salita ci siamo trovati davanti all’<strong>oratorio di San Pellegrino</strong>, Loredana ci ha fatti entrare al buio e, solo quando c’eravamo tutti, ha acceso le luci: un incanto si è mostrato ai nostri occhi, abbagliati da pareti ricoperte da affreschi dai colori molto vivaci. Furono realizzati da autori anonimi, i maestri pare fossero almeno tre, 70 anni prima che  Giotto  realizzasse gli affreschi della cappella Scrovegni !!!</p>
<p>Il maestro dell’infanzia e quello della Passione hanno dipinto scene della vita di Gesù, mentre il Miniaturista ha realizzato il celebre calendario con indicazioni liturgiche, raffigurazione dei mesi, degli influssi lunari.</p>
<div id="attachment_41" class="wp-caption aligncenter" style="width: 394px"><img class="size-full wp-image-41" title="Abside chiesa di bominaco" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Abside-chiesa-di-bominaco.jpg" alt="Abside chiesa di bominaco" width="384" height="512" /><p class="wp-caption-text">Abside chiesa di bominaco</p></div>
<p>Il complesso abbaziale di Bominaco comprende anche la chiesetta dedicata a <strong>Santa Maria Assunta</strong>, costruita intorno all’anno Mille e rifinita splendidamente tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo. Al suo interno vi sono autentici capolavori dell’arte e della scultura abruzzesi, in particolare il cero pasquale, il ciborio e l’ambone elegantemente realizzati e scolpiti in pietra. Il cambiamento di programma è stato senza dubbio strepitoso e vantaggioso!</p>
<div id="attachment_42" class="wp-caption aligncenter" style="width: 342px"><img class="size-full wp-image-42" title="Ambone nella chiesa di Bominaco" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/Ambone-nella-chiesa-di-Bominaco.jpg" alt="Ambone nella chiesa di Bominaco" width="332" height="512" /><p class="wp-caption-text">Ambone nella chiesa di Bominaco</p></div>
<p>Purtroppo eravamo arrivati all’ultimo giorno di permanenza in Abruzzo. Di buon mattino, caricate le valigie, siamo partiti per  <strong>Manoppello</strong>. Lì sorge il <strong>santuario del Volto Santo</strong>. Da quattro secoli il Santuario del Volto Santo è meta di pellegrini provenienti dall’Italia e da altre parti del mondo. Un frate ci ha accolti ed ha spiegato la storia del drappo che non è stato dipinto, eppure raffigura da entrambi i lati un <strong>volto di uomo</strong> che assomiglia molto a quello della <strong>Santa Sindone</strong>. Ognuno può pensare ciò che vuole, ma vi assicuro che quando quegli occhi profondi si sono incrociati con i miei mi sono sentita percorrere da una forte emozione e mi sono venuti i brividi! Mi sono piaciute le parole del frate che ha detto che l’importante è che, tornando a casa, portiamo quello sguardo nel cuore e cerchiamo di diffonderlo agli altri.</p>
<p>Il nostro percorso si è concluso ad <strong>Atri</strong>, cittadina in posizione panoramica con vista sulla Majella e sul mare. Celebri i &#8220;<strong>Calanchi di Atri</strong>&#8220;, maestose e spettacolari architetture naturali di argilla note anche con il nome di “<em>bolge</em>” o “<em>scrimoni</em>”, che sono originati dalla millenaria erosione del terreno. Purtroppo non abbiamo goduto del panorama poiché al nostro arrivo c’era addirittura la nebbia!  In compenso abbiamo visitato il centro storico e i suoi monumenti principali, in particolare la Cattedrale medievale. E’ una delle pochissime chiese al mondo ad avere una <strong>Porta Santa</strong>, è considerata <em>una delle chiese più belle dell&#8217;Italia centro-meridionale</em>, ed è anche soprannominata la &#8220;<em>Cappella Sistina d&#8217;Abruzzo</em>&#8221; per il celebre ciclo di <strong>affreschi rinascimentali</strong> di Andrea Delitio (il ciclo pittorico più importante della regione) che decora la zona absidale.<br />
Ancora una volta siamo rimasti piacevolmente colpiti dalle bellezze di questa terra.</p>
<div id="attachment_43" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-43" title="Facciata Duomo Atri" src="http://www.itineraridiviaggio.it/wp-content/uploads/2009/08/duomo-atri.jpg" alt="Facciata Duomo Atri" width="512" height="384" /><p class="wp-caption-text">Facciata Duomo Atri</p></div>
<ul>
<li>Pizzondelle Fritte Farcite</li>
<li>Risotto allo Speck e Zucchine</li>
<li>Involtini Primaverili (farciti con melanzane, carote, formaggio, prosciutto cotto ecc..)</li>
<li>Funghi Trifolati</li>
<li>Fragole al Fiordilatte</li>
</ul>
<p>Nel primo pomeriggio siamo partiti per il viaggio di ritorno: è stata una bella avventura, all’insegna del buon umore, dell’amicizia e ancora una volta le nostre attese in ambito culturale e artistico sono state pienamente soddisfatte. Alla prossima!</p>
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