Alta Baviera: il castello di Neuschwanstein e la Wieskirche

No Commented gennaio 6 2011
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castello-neuschwanstein

Siamo partiti da Saletto alle ore 5,30, puntuali come sempre; il tempo non era dei miglior, anzi, una fitta nebbia ci ha rallentati fino a Verona. Man mano che procedevamo verso nord, l’aria si faceva sempre più tersa e luminosa. All’altezza di Trento potevamo ammirare le prime cime innevate. Verso le 8,00 abbiamo fatto una sosta in un autogrill poco prima di Bolzano: da non ripetere, dato che ci siamo ritrovati in una bolgia infernale di gente; pullman e pullman di persone dirette ai mercatini natalizi di Bolzano, ma soprattutto di Innsbruck.

Il nostro viaggio è proseguito tranquillamente, il panorama si faceva sempre più incantevole; le vette coperte dalla neve rispendevano colpite dai raggi del sole, l’aria era tersa, luminosa.
Abbandonando l’autostrada in direzione Monaco, abbiamo svoltato verso Garmich e Fuggen. Il paesaggio diventava sempre più affascinante: vaste zone con boschi e prati ovviamente ricoperti da una coltre di neve. In tarda mattinata siamo arrivati a Hoenschwaangau, ai piedi del castello reale di Neuschwanstein. Avevamo prenotato all’hotel Muller situato in una posizione meravigliosa tra i due Castelli Reali di  Neuschwanstein e  Hohenschwangau.

Veduta del castello di Hohenschwangau.

Veduta del castello di Hohenschwangau.

castello di Neuschwanstein
Alle spalle dell’hotel il castello di Neuschwanstein

Il pranzo  nel ristorante Muller era stato fissato per le 11,45, perché avessimo modo di  iniziare la salita verso il castello per le ore 13,00. Infatti l’ingresso era stato prenotato alle 14,15. Il menù prevedeva una buona zuppa di patate, brasato di manzo con purea e una squisita bavarese.

foto insegna hotel

sala da pranzo del hotel muller

La sala da pranzo da cui abbiamo goduto di uno splendido panorama

Puntuale è arrivata la nostra guida, la signora Roberta, italiana residente da qualche anno a Fussen. Dato che nei giorni precedenti aveva nevicato, non funzionava il servizio di bus navetta, quindi la maggior parte di noi ha iniziato la salita a piedi, altri hanno preferito approfittare del servizio delle carrozze trainate da cavalli (salita costo 6,00€ discesa 3,00€).

Il percorso è stato piacevole, non faceva freddo e c’era una buona visibilità, inoltre la nostra guida, man mano che procedevamo , ci ha dato molte informazioni sul personaggio Ludwig II. E’ il più famoso sovrano bavarese, amato dagli abitanti della Baviera, ma non capito e forse odiato da alcuni componenti della sua famiglia. Ludwig, erede della dinastia dei Wittelsbach, è nato il 25 agosto 1845 nel castello di Nymphenburg e, dopo un’adolescenza trascorsa spesso lontano da Monaco nella residenza estiva di Hohenschwangau, è salito al trono appena diciottenne nel 1864. Era uno dei rampolli più in vista delle corti europee: bello, slanciato e con due occhi azzurri.

Nel 1867 veniva ufficializzato il fidanzamento del sovrano con la principessa Sophie in Bayern, sua cugina nonchè sorella di Sissi, ma il matrimonio, programmato per il 25 agosto dello stesso anno, non c’è mai stato. Ludwig ruppe il fidanzamento poco prima delle nozze. La nostra guida ci ha raccontato che, con una certa faciloneria e superficialità, molti hanno sostenuto che Ludwing fosse omosessuale. In realtà era per molti versi un personaggio scomodo e fuori dal tempo in cui viveva, coltivava idee di giustizia sociale e di pace e forse proprio per questo è stato etichettato, così da farlo apparire un “diverso”. Fra l’altro sembra che avesse Lui stesso scoperto  che la sua fidanzata lo tradiva.

Quello che possiamo  apprezzare di questo sfortunato giovane  è la sua attenzione e passione per il sapere, per la conoscenza, in particolare per l’arte medievale, la musica di Wagner e le antiche leggende della tradizione tedesca.

Probabilmente vittima di un complotto tramato dallo zio, Ludwing venne dichiarato pazzo da una commissione medica che mai lo visitò e  fu deposto dal trono l’8 giugno del 1886. Il 12 giugno il re venne trasferito in carrozza da Neuschwanstein alla residenza di Berg sul lago di Starnberg, trasformata in una specie di prigione.
Il giorno dopo Ludwig volle fare una passeggiata ed il suo medico curante lo accompagnò. Quella stessa notte corpi senza vita del re e del suo medico vennero ritrovati in acqua. Il mistero della morte rimane tuttora: malore? suicidio? omicidio?

Ma ritorniamo al nostro percorso; la salita è durata 40 minuti, ma ci siamo anche fermati per scattare alcune foto panoramiche, dato che si vedevano non solo i due castelli, ma anche i laghetti nella vallata.

veduta entrata del castello di Neuschwanstein

Il castello di Neuschwanstein, imponente costruzione in stile neogotico è il “castello delle favole” fatto costruire da Ludwig II a partire dal 1869.
Le sale interne, riccamente arredate, sono un omaggio al genio musicale di R.Wagner.

cucine castello di Neuschwanstein

Foto cucine

Secondo le disposizioni tedesche, le guide non sono autorizzate a dare spiegazioni all’interno dei castelli, pertanto le visite sono effettuate con il supporto di audio-guida. Purtroppo tale servizio è, a mio avviso, deludente. Il percorso è stato breve (in tutto è dutato 35 minuti), non abbiamo avuto il tempo di apprezzare la singolarità delle sale e degli arredamenti. In effetti ciò che mi ha incantato e affascinato di più è stato lo scenario da favola in cui sorge il castello che ho avuto modo di assaporare.

Comunque gli interni sono stupefacenti per la ricchezza dei materiali usati e delle decorazioni. La sala più sfarzosa è quella del trono, alta più di 15 metri e lunga 20. Il pavimento a mosaico raffigura la terra con flora e fauna. Nella cupola vengono raffigurati il cielo, e le stelle,  in mezzo il grande candelabro a forma di corona in ottone dorato con 96 candele. Tutt’intorno due ordini di colonne rosse e blu, in stucco lavorato a marmo; alle pareti dipinti che raffigurano re beatificati, santi, il combattimento di san Giorgio contro il drago. Una scala bianca in marmo doveva condurre al trono posto nell’abside. Purtroppo il lavori furono interrotti alla morte del sovrano e il trono non fu mai realizzato.

panorama dalla terrazza del castello

Foto panorama dalla terrazza

Terminata la visita abbiamo ripreso il cammino verso il pullman, infatti ci attendeva l’ultima chicca della giornata: la visita della Wieskirche, la chiesa nel prato, meglio conosciuta come il santuario del Cristo flagellato. Esso si trova a Steingaden, a circa 20 minuti di strada dal castello.

La sua origine risale al 1730, anno in cui due monaci realizzarono, in occasione della processione del Venerdì Santo, una statua in legno raffigurante Cristo flagellato, usando parti di diverse figure lignee e ricoprendone le giunture con tessuto di lino.

La statua, che rappresentava Gesù pieno di sangue e ferite, destò nella popolazione locale una visione traumatizzante e così venne portata nel solaio del convento. Il 4 marzo del 1738 la moglie dell’oste del monastero, la contadina Maria Lory, portò la statua nella sua masseria affinché tutti potessero vederla; in pochi giorni la gente del luogo si portò in processione a pregare davanti al “Cristo flagellato”.

La statua del Cristo flagellato
La statua del Cristo flagellato posta nell’altare

Il 14 giugno 1738 avvenne il miracolo: Maria Lory notò alla sera e la mattina seguente alcune gocce sul volto di Cristo che lei ritenne essere delle lacrime. Questo fatto eccezionale diede avvio ad un grande movimento di pellegrini da tutta la Baviera e anche da altre zone. Venne costruita un piccola cappella, ma col tempo lo spazio era troppo piccolo e si costruì l’attuale chiesa.

Siamo giunti a destinazione all’imbrunire, scesi dal pullman abbiamo camminato  in un piccolo sentiero, in mezzo alla neve, immersi in un silenzio che sembrava irreale.

Wieskirche

All’esterno la chiesa è di colore bianco, la struttura molto semplice,ma l’interno, in stile  rococò, è  uno splendore di stucchi, dipinti e decorazioni dorate realizzate tra il 1745 e il 1754 dai fratelli Dominikus e Johann Baptist Zimmermann. La chiesa è stata dichiarata dall’Unesco bene artistico di interesse mondiale.

La nostra guida ci ha spiegato la simbologia dei dipinti, delle decorazioni ed abbiamo capito che quella piccola chiesa è uno scrigno di tesori d’arte, ma in essa si respira anche  un’intensa spiritualità.

Al centro il Redentore flagellato che si sacrifica per noi e ci redime. Egli ritorna a noi risorto, seduto sull’arcobaleno, mentre un giorno si siederà sul trono e ci giudicherà, allora si aprirà per noi il portale dell’eternità.

trono Wieskirche

Il coro affascina per la sua architettura. Le colonne che circondano l’altare sono di colore rosso, ad imitare il sangue ed il sacrificio di Cristo, e blu, a simboleggiare l’acqua che lava purifica, la grazia e le misericordia di Dio. Intorno all’altare statue degli evangelisti, i pilastri della chiesa.  Sopra la statua del Cristo flagellato c’è la rappresentazione di un pellicano: secondo la leggenda, in caso di pericolo per i suoi piccoli, esso si squarcia il petto e nutre la sua prole con il sangue del suo cuore; evidente simbolo del Cristo; così come l’agnello posto sopra la pala dell’altare.

portale wieskirche

cristo su arcobaleno wieskirche
(Foto di Timook-Flickr)

Consiglio vivamente di visitare la Wieskirche, essa è situata a poca distanza dal paese di Steingaden, è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 17 (fino alle 19 in estate).
Sito web: http://www.wieskirche.de/

Estasiati e commossi, abbiamo ripreso il viaggio verso Monaco.  Per la cena ci siamo recati in centro, nel cuore della città vecchia, infatti avevamo prenotato al Ratskeller, sotto il grandioso Neues Rathaus (il municipio nuovo) in Marienplazt

Il municipio nuovo

La cena tipicamente bavarese prevedeva un brezel in brodo, un arrosto con lardo croccante e salsiccia, ovviamente contorno di patate e uno strudel. L’ambiente è simpatico, caldo, composto da una serie di stanze che si susseguono quasi a formare un labirinto.
Abbiamo pernottato presso l’hotel Mercure Neuperlach, un buon albergo a sud della città.

Marienplazt

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